Biscuit è un caro amico della Gommy.
Si può ragionevolmente definire uno di quegli amici di sempre, con cui si è cresciuti insieme e con cui puoi dire: " ti ricordi quell'estate...".
Si può quindi ragionevolmente parlare con Biscuit di tutto. E Biscuit parla di tutto anche con la Gommy.
Ed infatti da una settimana a questa parte Biscuit racconta a Gommy, tramite quei programmini di messaggistica istantanea, le sue pene d'amore.
E Gommy dà consigli alla luce della sua somma esperienza in fatto di stronzaggine femminile.
Ieri Biscuit ha contattato Gommy.
" Ohi, visto che ti ho reso partecipe di tutti gli avvenimenti minuto per minuto, ti comunico che con F. è tutto chiarito ora. "
" Daiiiiiiiiiiiiiiii, che bello! Sono proprio contenta...lo sapevo che..."
" Si...ma..."
" Ma che ma e ma...devi essere contento, è una settimana che c'hai sto musone. Finalmente si è risolto tutto, dai che bello, lo vedi che i miei consigli sono sempre utili? "
" Gommy... "
" Eh lo so, non trovi le parole per ringraziarmi. Lo so. Lo so. Ma non ti preoccupare non è necessario. Siamo amici, dai per gli amici questo ed altro. Mi paghi una pizza quando scendo. "
" Gò, ma io volevo dire che... "
" Ohhhh, sei sempre il solito tirchio, dieci anni, dico dieci anni che ci conosciamo e più forse, e mai che avessi sganciato una lira...anche quando la lira c'era...ma vergognate! "
" Gommyyyyyyyyyyyyyy, me fai parlà? "
" Uh? "
" Ti volevo dire..."
" ...grazie...? "
" No, vaffanculo. Mi ha lasciato. "
Lei: " Che fai stasera di bello? "
Lui: " Tutti maschi-birra-e rutto libero "
Lei: " Daiii...posso venire anch'io? Ci tengo molto alla parte del rutto libero "
Lui: " No, perchè in genere segue la puzzetta in macchina "
Lei: " Va bene voler abusare di me, ma così mi intossichi non mi stordisci... "
Lui: "...quando ci vediamo?..."
Lei: " Non so...quando ti passa l'areofagia? "
Sono distrutta.
Ho ballato reggeaton con la ziamatta prima che fosse rapita da qualche negrone.
Ho cercato di provoleggiare con la marsupiale. Ma ella m'ha rifiutato.
Ho conosciuto la mitila e la fair. Ed ora so che sono stupende così come le immaginavo.
Ho parlato con lo zioscemo, il più delle volte insultandolo per via di una certa mozzarella...
Ho conosciuto Snoopy e devo dire che collana da gay a parte, è molto simpatico.
Ho calpestato il piede ad un ragazzo mentre ballavo (si fa per dire) con Scuttle.
Ho ballato con il ragazzo di prima, ed ho scoperto che fosse pugliese.
Mi sono innamorata perdutamente di tutte le persone presenti venerdì sera, e penso che internet sia davvero una cosa meravigliosa.
Dunque. Squillino le trombe. Trombino le squillo.
La Gommy ha quasi uno spasimante.
No. La Gommy ha tre spasimanti.Tre che ne fanno quasi uno.
Il primo è un vecchio fidanzatino, che nonostante gli anni passati non ha smesso di provarci con la suddetta.
Il secondo è un collega di università. Pugliese anch'egli.
Il terzo è un altro collega di università. Laziale.
Ora, normalmente una donna dovrebbe sentirsi gratificata, lusingata, e avvertire quella strana vertigine che ti fa sentire una strafiga al pari di Naomi Campbell. Ma che dico. Di più!
Ma perchè allora la Gommy si sente più depressa di prima e nonostante gli sforzi dei tre, ella rimane chiusa nella depressione zitellesca e si mortifica incessantemente ad ogni squillo e/o messaggino che le giunge dai tre?
E' presto detto.
Il primo. Bisognerebbe premiarne la costanza. Sono quasi 10 anni di incessante broccolamento. E proprio per questo perde punti, e viene squalificato dal gioco perchè fidanzato.
Il secondo. Il pubblico si divide. Per metà dell'auditorio femminile è un cesso allucinante. Col capello ingellato, con i pantaloni dai colori sgargianti, i calzini a pois rosa fuxia. Per l'altra parte invece tutto sommato non è poi così male. E' alto. E' moraccione. E' magro.
Per la Gommy, che non parteggia per nessuno delle due fazioni, è un comune bamboccio. Basti pensare che una volta che la Gommy ha avuto l'ardire di parlarci il tizio ha ammesso:" Non trovo la ragazza. Ma mia madre ha detto che sono un bel ragazzo. Non tarderò". Non solo la frase era da panico, ma anche i tempi lo sono stati poichè il ragazzo ba-ba-ba-l-l-l-be-eee-tt-a.
Il terzo. Il terzo, che dire del terzo.
Partiamo dall'altezza. Che è mezza bellezza. Ecco lui è alto circa la metà della Gommy, che a sua volta non spicca certo per altezza. Ed è la copia sputata, non solo negli atteggiamenti, ma anche nella voce di So Simone, il personaggio di Panariello.
Ma non soffermiamoci su questo lato puramente estetico. Parliamo delle qualità da fine oratore.
sms:" ohhhh che stai a fa?"
risposta :" hey ciao, sto studiando. L'esame si avvicina."
sms: "ah"
Non segue risposta. Pochi minuti dopo:
sms: " ohi che stai a fa?"
risposta: " quello che facevo prima"
sms: "ah. quindi non vuoi uscire con me."
Non segue risposta.
Vado ad impiccarmi e torno.
Il vinello di buono era buono. Rosso, corposo, dolce schietto e sincero. Buono, vi dico. Talmente buono che non è arrivato ad innaffiare il desco natalizio.
Non l'abbiamo più ricomprato. Il vino era difettoso. Finiva subito.
Ci siamo arrangiati col latte. Un latte particolare, chiamato latte per via del colore, ma anche perchè si beve che sembra acqua fresca. In realtà è alcool. Una crema di limoncello. Bianca soave, spettacolare, sublime, fatta dalle manine candide di mia zia. Una zia che ce lo ha mandato dal nord della puglia a noi poveri terroni della terronia. Santa la zia FranGesca subito!
Il latte buono, ma così buono che metà bottiglia da due litri è finita nel giro di un giorno.
Ed ora sapete perchè non vi scrivevo da così tanto.
Ma parliamo di Capodanno.
Ahh, capodanno. Brindavamo col latte rimasto e sorseggiavamo il moet & piscion quando passa la mezzanotte auguri baci e abbracci e quell'uomo che pare sia mio padre, ma che veste nello stesso negozio dove vesto io, scende nel giardino e comincia a giocare a bin laden con i ragazzini del palazzo di fronte. Ed io mi preparo per iniziare di fatto la serata. In un paese del leccese. In un posto ospitante duemila persone, con open bar e musica tunz tunz per tutti i gusti e tutti i rimorchi.
Mi preparo da combattimento, non indosso nulla di rosso se non il mio sangue. Mi trucco, mi baldracco e suonano i miei amici. Sono arrivati.
Scendo, tacco fiammante, i gradini luccicanti. Calco il marciapiede come una donna di professione, uno due tre passi. L'ultimo incerto. Forse il suolo scivoloso. Apro la portiera dell'auto, si intravede la calza nera da sotto il cappotto, una scia di profumo mi segue.
"Ma che è sta puzza?"
Che è sta puzza? Come descrivere un olezzo nauseabondo, una puzza infernale, una eau de toilette meglio detta acqua di cesso, insomma ce l'avete presente la cacca di cane? Ecco quella. Spalmata sulla mia scarpa destra a fregiarne la suola, marrone, diarroica. Uno schifo.
Dicono porti fortuna. Io dico che ha ragione il titolo di questo post.
P.s. Tutto sullo spasimante segreto di Gommy nel prossimo numero di questo prezioso blog.
"Allora, che facciamo ci possiamo avere l'un l'altro?"
"No"
Sipario.