In teoria sarei in vacanza.
In pratica ieri mattina il risveglio nella casa natìa è stato più turbolento di quello che mi aspettassi.
Essì che fa differenza vivere in una casa per studenti, invece che in una abitata da 5 persone. Però sarebbe bello svegliarsi col profumo del caffè. Magari pure un bel cornetto nutelloso, che tanto so ingrassata, che cacchio me ne frega un cornetto in più o uno in meno non farà la differenza sui cuscinetti. E nemmeno sui materassi.
Ieri mattina però , precisamente alle 6, quello che ho sentito era ben diverso da uno sfrucugliare di pasta sfoglia, o un nutellare di nutella. No erano molto simili a delle urla. Grida di panico. E poi scene di donne e uomini (mia madre e mio padre) correnti verso punti lontani della casa.
Assonata e senza occhiali. Non c'ho capito un cazzo.
Non vi dico poi quanto ci ho messo a capire le parole biascicate da mia nonna al momento senza dentiera. Persino i miagolii di Spillo mi sembravano più comprensibili.
Presa dall'entusiasmo mi sono messa a correre pure io verso quel punto della casa che attirava tutti gli abitanti della casina.
Il posto era la cucina della nonna.
Una cucina da nonne. Sui toni del bianco. Da quando me la ricordo io sempre in perfetto ordine. Mai una virgola fuori posto. Ieri era uno sfavillio di pentolame fuori da ogni stipetto e bicchierame dell'800 sparso. Tutto costellato da rivoli di acqua. In alcuni punti c'era pure un delizioso laghetto con tante paperelle. Sotto al lavandino un geyser.
Alla vista un pò sfuocata, causa mancanza degli occhiali, mi è sembrato un paradiso.
Mio dio, i miei genitori mi avevano organizzato un piscina party proprio in casa. Tutto per me.
Sono tornata in camera per prendere il costume. Poi ho preso anche gli occhiali. Ho gridato un: "Aspettatemi gente! Arrivo."
Quando sono tornata di là però, gli occhiali viola hanno ridato luce nuova alla casina. Era tutto ugualmente bello. Salvo la cucina della nonna.
Mentre io tentavo ancora di rendermi conto di chi fossi e da dove venissi, nell'ordine mia madre e mia nonna mi hanno rifornito di straccio e secchio.
"Dai dai asciuga dove è bagnato. Rimettiamo tutto in ordine. Sbrigati"
Ma come. Avete giocato. Vi siete divertiti. E adesso a me tocca raccogliere l'acqua?
No non ci sto. Prima fatemi fare cik ciak nell'acqua della piscina in cucina pure a me.





