venerdì, 30 maggio 2008
Scritto da gommosa alle 09:06

No, questa ve la devo raccontare.

Correva l'anno 200ecciù, scusate l'allergia, e la Gommy  compiva gli anni della maturità, gli anni del fervore giovanile, gli anni del battito di cuore accelerato, gli anni della magrezza, gli anni d'oro del grande Real, gli anni di Happy Days e di Ralf Malf, gli anni in motorino sempre in due. Insomma, per farla breve compiva 18 anni.

Quell'anno Gommy aveva fatto strage di cuori, fidanzati a destra e a sinistra, un tripudio di spasimanti, Gommy di qua, Gommy di là...vabbè non se la cagava nessuno come al solito. Ma, e dico ma, qualche giorno prima del proprio compleanno, la vostra sfigat..ehm la vostra amica aveva conosciuto alla festa del suo amico Pollo un giovane ragazzo salentino, che chiameremo A.

A. e Gommy erano seduti nel ristorante di un famoso cantante brindisino di cui non faccio il nome per motivi di privacy, e con un bicchiere di vino e con un panino la felicità, si conobbero e si piacquero.

Seguirono giorni di telefonate lunghe e costose. Ma tanto chiamava lui e chissene...

Dato che poi Gommy e A. erano di due paesi diversi e sprovvisti di autoveicoli, nonchè di patenti data la giovane età, non ebbero modo di vedersi se non poi alla festa di compleanno di Gommy.

Il ragazzo, già all'epoca molto carino, si presentò alla festa con una grande rosa spruzzata del suo profumo migliore (non immagino quale fosse il suo peggiore) e si presentò ai genitori della Gommy, da bravo ragazzo quale era  ed è.
Gommy però quella stessa sera, conobbe un altro ragazzo, che era venuto ad animare la serata e di quel ragazzo si innamorò e stettero insieme per tre lunghi anni...

Il povero A. tentò inutilmente di riprendersi l'adorata Gommy, ma quella stronza cattiva e infingarda non gli rispose mai più al telefono già il giorno dopo la famosa festa...

Non si rividero mai più. Ogni tanto però da persone civili ci si salutava tramite l'amico Pollo, amico di entrambi.

Ora lei è a Roma, sotto un sole cocente, a studiare, sola perchè la storia con il ragazzo che scelse alla festa è finita da un bel pò.

Ora lui è a Milano, o forse Roma, o forse Tokio, a cantare, a fare interviste radiofoniche, a fare autografi, a mettersi in posa con i fans, perchè ha vinto di recente un programma televisivo ed un contratto di 300mila eurazzi con la Sony.

No ditemi se questa non è sfiga.

P.S. I miei più sinceri auguri agli ARAM Quartet. Vi auguro il successo più successo che ci sia.
P.P.S. Non è un tentativo di riappacificarmi con A.
P.P.P.S. Faccio schifo lo so.

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domenica, 20 gennaio 2008
Scritto da gommosa alle 10:22

Sono distrutta.

Ho ballato reggeaton con la ziamatta prima che fosse rapita da qualche negrone.

Ho cercato di provoleggiare con la marsupiale. Ma ella m'ha rifiutato.

Ho conosciuto la mitila e la fair. Ed ora so che sono stupende così come le immaginavo.

Ho parlato con lo zioscemo, il più delle volte insultandolo per via di una certa mozzarella...

Ho conosciuto Snoopy e devo dire che collana da gay a parte, è molto simpatico.

Ho calpestato il piede ad un ragazzo mentre ballavo (si fa per dire) con Scuttle.

Ho ballato con il ragazzo di prima, ed ho scoperto che fosse pugliese.

Mi sono innamorata perdutamente di tutte le persone presenti venerdì sera, e penso che internet sia davvero una cosa meravigliosa.

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venerdì, 12 ottobre 2007
Scritto da gommosa alle 08:26

Dati i trascorsi notturni, Gommy aveva deciso l'indomani di stancarsi come una ciuccia (che finezza pugliese che vi ho sparato così...) in modo da arrivare verso le otto di sera e crollare afflitta e dilaniata fra le coltri.

Gommy ha pensato di massacrarsi studiando l'intera mattinata.
Poi ha cucinato per se e per la Scuttle. E ha ripulito cucina e piatti.
Deinde si è recata a piedi in facoltà per colloquio massacrante. Ed al policlinico, sempre a piedi mentre uno col trattore la seguiva, per osservare la fauna studentesca di medicina.
After that è partita alla volta dell'Ikea. Per comprare oggetti utilissimi, quali librerie e appendicosi per cosare le cose. Ne è uscita con due portariviste di cartone (da usare per catalogare appunti e fogliame vario) e un portafoto in fil di ferro che pare una ragnatela.

Non contenta si è fatta accompagnare anche nel supermercato più grande di Cicoria, che hanno recentemente rinnovato, da Lella che doveva comprare un pò di latte. Si sono perse fra gli scaffali quelle cinque o sei volte e ne sono uscite con Lella che oltre al latte ha comprato generi di sopravvivenza per un anno intero.

Era prevista anche una seduta di salsa y merengue. Ma la Gommy si è dichiarata sconfitta prima del tempo.

Entrate in casa carponi perchè i piedi non ce la facevano più, e solo dopo aver montato la ragnatela al muro e posizionato le foto, suonano al citofono.
Risponde Scuttle appena uscita dalla doccia, mentre Gommy riceveva al telefono notizie poco piacevoli, e scende di corsa per le scale con i capelli bagnati.

Scuttle rientra. Gommy chiude la telefonata poco dopo, quando all'improvviso si ode uno strano vociare.
Gommy si affaccia dal balcone e vede un centinaio di persone in ordine sparso per la stradina chiusa da un filo rosso e bianco come quello della polizia. Un paio di uomini vestiti eleganti in giacca e cravatta. Da un camioncino escono due fari, una pianola, un amplificatore, un microfono, poi un tavolo con vivande di ogni genere e un enorme, e quando dico enorme dico enorme, fascio di rose rosse costellato di rose rosa (bleah).

Mio dio no. No la serenata sotto casa no.

Che ve lo dico a fare, pochi minuti dopo si accendono le luci qui sul palco ma quanti amici intorno, che viene voglia di cantare, e un uomo basso e pelato convinto di saper gorgheggiare ha esordito urlando con

"Vivianaaaaaa, bocca de cirasa ..."

Dopo la prima abbondante ritornellata la futura sposa è uscita sul balcone vistosamente emozionata. E guardava il suo innamorato che affiancava il cantante basso e pelato.

Viviana piangeva.
Viviava salutava amici e parenti dal balcone.
Viviana ha buttato prima una rosa allo sposo.
Poi una al padre e una al genero.
Viviana è magra, riccia e scura.
Viviana leggeva le canzoni dalla bocca e dai segni di una ragazza che traduceva il canto dell'omino basso e pelato.
Viviana è sorda. Forse sordomuta.
Viviana piangeva.

La festa è proseguita fino a tarda serata. Fra un "Viviana mia, bimba adorata la serenata la canta papà, cara Viviana vieni in lambretta che questa sera ti voglio baciar " e un Ave Maria.
Fra una lacrima e un ballo romantico dei due vecchietti del palazzo di fronte.
Fra una risata e il banchetto post serenata.

Gommy non ha dormito granchè neanche stanotte.
Ma se Gommy fosse stata sordomuta, avrebbe tanto voluto sentire il baccano fino all'alba del giorno dopo.

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venerdì, 05 ottobre 2007
Scritto da gommosa alle 11:55

La Gommy non è propriamemente un animale sportivo.

Diciamo che tra la Gommy e lo Sport c'è un divario di almeno centomila kilometri.
Diciamo pure che questo divario si è tanto più allargato quanto l'età di Gommy avanzava. E insieme ad essa la sua goffagine cronica e la notevole pigrizia.

Ma ieri la Gommy ha improvvisamente cambiato idea.

Accompagnata la Scuttle ad assistere agli allenamenti di calcio femminile della sua università, la Gommy ha ponderato che:

- Il villaggio sportivo qui a Cicoria è da urlo. Tutto nuovo e curato. Erbetta fresca e fiori di lillà.

- Assistere alle partite delle ragazze è divertente e poco faticoso.

- Andare a chiedere informazioni sull'ubicazione dei campetti permette di assicurarsi l'ottima visuale dei receptionists della segreteria nuoto e di quella di calcetto.

- Girovagare senza meta assicura l'ampio abbordaggio di maschi muschiati.

- Portarsi in giro Scuttle sicuramente permette di fare incontri del terzo tipo.

Detto questo, la Gommy andrà ad iscriversi i giorni pari al corso di nuoto, i dispari a quello di calcetto. E così via tutti i giorni.
Ma solo l'iscrizione. Non sia mai che mi metta d'impegno a dimagrire.

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venerdì, 14 settembre 2007
Scritto da gommosa alle 09:16

La Nina oggi ha fatto l'uovo. L'ha fatto da poco.

Non succedeva da un paio di giorni forse. Tant'è che eravamo tutti in ansia per il mancato e consueto regalino della pollastra.

Ma oggi no. Oggi l'ha fatto. E siamo tutti più sereni.
Almeno lo sono le galline. Perchè è dalle sette del mattino che non fanno altro che coccodeggiare. Senza sosta. Io, per carità, son felice per loro, e anche per il proprietario che chiameremo Dino il Contadino che non fa altro che ripetere: "Ebbrava la mia Nina. Quanto è brava la mia Nina. Hai fatto l'uovo stamattina. "

Per fortuna è intervenuto il nostro dirimpettaio, che chiameremo Taio il Dirimpettaio, il quale affacciandosi verso il mondo bucolico dalla sua finestrella ha declamato: " Ahooo ma che è sta casciara ? ".

E dopo tutto è andato per il meglio.

Ma non è di questo che volevo parlavi.

A proposito di regali, ma non a proposito di galline, ieri sera mentre in casa si preparava il desco per la cena, suona alla porta un amico di Scuttle, amico in comune con la Gommy poichè suo collega.

Suddetto amico non brilla per bellezza. Ma lo si può ragionevolmente definire un simpatico minchietto.

Ora tal conoscente, ammaliato dalla beltà mediterranea della giovine (leggi Scuttle è gnocca), ha pensato di portarle un regalino nel cuore della notte (noi ceniamo tardi, e allora?).

Trattasi di rosa. Rossa. Vellulata. Da sembrare quasi finta.

Il pianerottolo della nostra nuova casa ha ospitato ieri sera la confessione di un amore segreto. Quasi infantile. Tenero e così puro. Anche Cicoria ha potuto conoscere la nobiltà dei sentimenti. La dolcezza di una infatuazione.

C'è da aggiungere che Cicoria ha anche conosciuto una grossa e grassa risata da parte di Scuttle che sconvolta, alle parole dell'innamorato ha potuto solo dire:

"Ahaahahahahahah. Questo è lo scherzo più divertente che mi potevi fare! ".

Ed è andata via. Lasciando l'innamorato. Sconsolato.

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martedì, 10 luglio 2007
Scritto da gommosa alle 15:06

Da qualche giorno Roma è invasa da un non so che di cordialità, pace e armonia. Serenità dilagante. Sono in pace con la natura e l'umanità tutta. Tutto è bello. Tutto è soave.

Si, è arrivata mia madre.

E' sbarcata qui, arrivando probabilmente con un gommone dal profondo sud, per tener compagnia alla sua dolce e bella figlioletta. Ah no quella è mia sorella. Allora è sbarcata per tener compagnia e risanare la figlioletta in esilio romano.

Già da qualche giorno è tutto un sentire odorini buonini buonini. Cibo cotto e sempre diverso. Cibo salutare, che se no ingrasso, che ero tanto bella tre anni fa, che c'ho le occhiaie che sembro un panda, che studiare mi fa male, mangia bella della mamma, ma non troppo che metti su strati di morbidezza sul culone.

La casa è rinata. E' pulito dappertutto. Pure nei buchetti delle imposte.
Anche adesso mentre scrivo, mi son sentita sollevare la sedia con me seduta sopra, passaggio di straccio per terra. Poi è toccato al tavolo e al pc, con conseguente passaggio di straccio per spolverare.
Non vi dico la fatica di scrivere sospesa in aria.

E mentre io studio lei argomenta strane idee sul mio futuro marito. Lo vuole bello, ricco, e possibilmente intelligente. Poi ci pensa. Ritratta. Dice che se fossi in lei mi dovrei accontentare. Che sono bella eh. Però che so, se fossi più alta. Magari un pò più magra. Forse un buon partito me lo accaparrerei.

Per fortuna la mattina va in giro per negozi. Torna carica di roba. Citofona ed io scendo giù per prendere le buste piene piene.
Stamattina stessa storia. Citofona. Scendo. E per le scale chi mi ritrovo? Anzi chi mi ritrovo a parlare con mia madre delle rondini che non fanno primavera, del mondo che gira al contrario, di quanto è caro quel fruttivendolo egiziano?
Si proprio lui. Bellimbusto.
Il bel tenebroso mentre disquisiva amabilmente con mia madre, le prende i sacchetti e le fa:
"L'aiuto io a portare le buste della spesa".

Li guardo. Li vedo venire verso di me. Poi mi sorpassano. E ciacolano. Li seguo mestamente. Faccio cenni e saltini come per dire:"Hey ci sono pure io". Ma niente. Mi ignorano. Lei dal fascino della donna matura. Lui dal fascino del muscolo prominente dell'avambraccio trasportante le cibarie.

Quando finalmente se ne va e mamma tutta contenta ripone le vettovaglie in frigo, ecco che mi sovviene il dubbio amletico:

Sarò brutta. C'avrò il culone. Avrò l'aspetto di una formica occhialuta spiaccicata per terra.
Ma che non possa competere con una donna sposata e con due figlie proprio non va. Maledizione.
Cerco il rimedio. E trovo la soluzione:

Mamma la prossima volta che rinasco, invece di essere egoista e tenerti per te tutta quella latteria che ti porti davanti, cedi un pò di tette pure a tua figlia, che ne ha tanto bisogno per trovare uno straccio di fidanzato.

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lunedì, 25 giugno 2007
Scritto da gommosa alle 20:01

Quando in tv  parlano di non far uscire i vecchi da casa se c'e' troppo caldo come in questi giorni, e fuori ci sono almeno 45 gradi centigradi all'ombra, dite al giornalista di inserire anche me nella categoria.

Si che il nomignolo affibiatomi da tempo immemore dagli amici è nonna, però non pensavo fino a questo punto. Comunque fatto sta che ho messo il naso fuori dalla porta. Per fare che? Va bene confesso: mi sono scrofanata quei dieci chiletti di anguria praticamente il giorno stesso che l'ho comprata. Sono andata dal fruttivendolo.

Ho fatto una doccia preventiva, per calmare i bollenti spiriti. No non è vero, dovevo semplicemente lavarmi.

Mi sono guardata e schifata contemporaneamente per il mio aspetto fisico e per il mio biancume cutaneo.

Fresca di doccia, ho tentato di infilare i jeans. Non ci sono riuscita. Non salivano oltre venticentimetri sul ginocchio. Mi sono allarmata: vuoi vedere che l'anguria mi si è fermata tutta sui fianchi?

Poi per non deprimermi ho dato la colpa al caldo, che si sa non fa scivolare bene i tessuti sulla pelle, colpa del sudore, cattivo il caldo, ti dò le botte, e cose così.

Ho infilato una gonna, legato i capelli e sono uscita. Trotterellavo nelle mie scarpette che sono sempre troppo grandi per il mio piede minuscolo, e incontro l'egiziano poco prima di arrivare al suo banchetto. Gli comunico che avevo fagocitato tutta l'anguria, semini compresi, e lui gaudente me ne va a scegliere un'altra.

Stavolta però si offre si portarmela a casa il fratello più piccolo. Chissàcom'è ho rifiutato l'offerta e goffamente ho preso l'anguria e l'ho sollevata con un solo braccio. Svoltato l'angolo l'ho posata a terra e ho fatto una trentina di secondi di pausa, che a fare la spavalda non ce la facevo più. 

Torno a casa sconsolata, portando l'anguria in braccio come se fosse un bebè. Tant'è che quello del primo piano mi ha chiesto se gli avessi dato un nome al piccolo striato di verde.

Vista la mia proverbiale fortuna, l'ascensore era in manutenzione proprio oggi che io mi portavo da sola una quindicina di chili di anguria. Salgo le scale in una pozza di sudore e incontro Bellimbusto, quello del piano di sopra. Sarà che c'ho l'ormone facile, sarà che il tizio si è scolpito nell'arco di qualche mese un pettorale non indifferente, sarà quel che sarà, mi sono innamorata pure di lui.

Mi ha salutato con fare gentile, ma ha proseguito per la sua strada senza degnarmi di uno sguardo.

Le ipotesi per cui Bellimbusto non mi si fila di pezza sono le seguenti:

a) Ha scambiato l'anguria per un bimbo vero ed è scappato all'idea di un rapporto serio con pargolo extraconiugale.

b) Avrà sentito l'odore dell'ascella pezzata (che poi detto tra noi sudavo in ogni dove) ed è scappato all'idea di un rapporto di cui si sentiva la "puzza" di bruciato ancor prima che nascesse.

c)Il palestramento è solo finto, in realtà i pettorali dirompenti sono solo i cosiddetti muscoli di cartone e non se la sentiva di fare brutta figura.

d) Ho davvero un culo troppo grosso.

Come dice una mia amica ai poster l'ardua sentenza.

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Ehm...vale alla Ricerca di Nemo? No se non altro perchè mi ci son volute 5 volte prima che lo riuscissi a vedere tutto...Appena Nemo toccava il motoschifo ridevo di gusto e poi il sonno mi rapiva...
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