mercoledì, 06 febbraio 2008
Scritto da gommosa alle 09:46

Ieri era Martedì Grasso.

In quanto grasso, Gommy e Scuttle hanno deciso di dare un sano taglio alle provviste invernali e hanno divorato a pranzo lasagne e a cena una pizza napoletana, di quella alta soffice...gustosa, come solo a Napoli sanno fare. Anche se la si è comprata a Roma. Ma son dettagli.

Il tutto poi innaffiato dalle chiacchiere innevate da quella polverina bianca...ma quale cocaina!

E poi a carnevale è bello stare insieme, ma a turni che tutti insieme a casa non ci si sta, perchè ricordiamo la gentile clientela che in casa ci sono solo numero quattro sedie disponibili. A pranzo è stato invitato il conte nonchè baronetto nonchè colui che detiene tutte iqqualità Franz. A cena la Gommy e la Scuttle hanno occupato la casa di PMS e indi cenato a suon di pizze. Sì, perchè poi ce le si dà anche di santa ragione con velati insulti verbali.

A serata conclusa, con l'assoluto divieto fatto alla Gommy di avvicinarsi al pc (cosa poi sfumata miseramente una volta che PMS ha intrattenuto una piacevole conversazione telefonica), Gommy e Scuttle salutano e si recano a recuperare la Scuttle's car.

La Scuttle's car era parcheggiata in un angusto spiazzo.

Gommy e Scuttle con passo spedito si avviano a recuperare il mezzo e tornare così in quel di Cicoria. Giunte nella piazzetta dell'orrore, teatro di scene che voi umani non potreste nemmeno immaginare, le due mangiatrici incallite intravedono un uomo, dalle fattezze mostruose. Costui creava strani cerchi nel suo incedere, e come un uccellaccio del malaugurio circumnavigava la macchina di Scuttle. E' un maniaco. Scappiamo.

Le due eroine, dimostrando tutto il loro coraggio tornano indietro a casa di PMS.

"PMS, aiuto scendi. C'è un maniaco"

"Arrivo, ragazze rifugiatevi nell'androne"

Gommy e Scuttle sgattaiolano nel cancello, facendo bene attenzione a richiuderselo alle spalle. Corrono, si appiattiscono contro il muro e aspettano, ascoltando affanoso il loro respiro.

PMS è celere, ci mette circa quei quaranta minuti per infilarsi felpa e ipod e scortare le due donzelle.

"Aiuto, PMS, lo dovevi vedere. E' un mostro. Era bruttissimo"

"Sì, un maniaco. Girava attorno alla mia macchina"

"Sìììì, guarda era spaventoso. Aveva una felpa rossa"

"Giusto. Rossa, sembrava il diavolo. Si. Rossa e bianca"

"Ma no, Scuttle, cosa dici...era rossa e blu. E poi era una giacca non una felpa"

"Gommy, ma che dici...era bianca ti dico"

"None, rossa e blu, di quel materiale impermeabile."

"Ragazze, siete sicure che ci fosse qualcuno?"

"Sìììììììììììììì " all'unisono e nevrotiche.

PMS cammina tenendo un passo in più rispetto alle due coraggiosissime donzelle.

Arrivati nello spiazzo del terrore, si guardano intorno. Circospette controllano dietro ogni macchina. Certe che sarebbe saltato fuori il marrano!

"Ragazze non c'è nessuno"

"Ma c'era fino ad un attimo fa credici. Era verde, con le corna, sputava bava e aveva gli occhi di fuoco..."

Oggi si mangia leggero.

POST EDIT: Trovate qui i vincitori dell'edizione 2008 degli Z-Blog Awards. Un sentito grazie a tutti coloro che mi sono stati vicini nei momenti difficili. Vi amo. E detto questo un boato di COMPLIMENTI a tutti i vincitori in particolare a monsieur OrsoElettrico (mi devi pagà t'ho fatto vince io), e madame NonSoloMamma (ho vinto un elasti-soggiorno vero?).

Ok Carnevale è finito. Ho vinto io vero?

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martedì, 29 gennaio 2008
Scritto da gommosa alle 12:01

Biscuit è un caro amico della Gommy.

Si può ragionevolmente definire uno di quegli amici di sempre, con cui si è cresciuti insieme e con cui puoi dire: " ti ricordi quell'estate...".

Si può quindi ragionevolmente parlare con Biscuit di tutto. E Biscuit parla di tutto anche con la Gommy.

Ed infatti da una settimana a questa parte Biscuit racconta a Gommy, tramite quei programmini di messaggistica istantanea, le sue pene d'amore.
E Gommy dà consigli alla luce della sua somma esperienza in fatto di stronzaggine femminile.

Ieri Biscuit ha contattato Gommy.

" Ohi, visto che ti ho reso partecipe di tutti gli avvenimenti minuto per minuto, ti comunico che con F. è tutto chiarito ora. "

" Daiiiiiiiiiiiiiiii, che bello! Sono proprio contenta...lo sapevo che..."

" Si...ma..."

" Ma che ma e ma...devi essere contento, è una settimana che c'hai sto musone. Finalmente si è risolto tutto, dai che bello, lo vedi che i miei consigli sono sempre utili? "

" Gommy... "

" Eh lo so, non trovi le parole per ringraziarmi. Lo so. Lo so. Ma non ti preoccupare non è necessario. Siamo amici, dai per gli amici questo ed altro. Mi paghi una pizza quando scendo. "

" Gò, ma io volevo dire che... "

" Ohhhh, sei sempre il solito tirchio, dieci anni, dico dieci anni che ci conosciamo e più forse, e mai che avessi sganciato una lira...anche quando la lira c'era...ma vergognate! "

" Gommyyyyyyyyyyyyyy, me fai parlà? "

" Uh? "

" Ti volevo dire..."

" ...grazie...? "

" No, vaffanculo. Mi ha lasciato. "

 

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venerdì, 04 gennaio 2008
Scritto da gommosa alle 19:08

Il vinello di buono era buono. Rosso, corposo, dolce schietto e sincero. Buono, vi dico. Talmente buono che non è arrivato ad innaffiare il desco natalizio.

Non l'abbiamo più ricomprato. Il vino era difettoso. Finiva subito.

Ci siamo arrangiati col latte. Un latte particolare, chiamato latte per via del colore, ma anche perchè si beve che sembra acqua fresca. In realtà è alcool. Una crema di limoncello. Bianca soave, spettacolare, sublime, fatta dalle manine candide di mia zia. Una zia che ce lo ha mandato dal nord della puglia a noi poveri terroni della terronia. Santa la zia FranGesca subito!

Il latte buono, ma così buono che metà bottiglia da due litri è finita nel giro di un giorno.

Ed ora sapete perchè non vi scrivevo da così tanto.

Ma parliamo di Capodanno.

Ahh, capodanno. Brindavamo col latte rimasto e sorseggiavamo il moet & piscion quando passa la mezzanotte auguri baci e abbracci e quell'uomo che pare sia mio padre, ma che veste nello stesso negozio dove vesto io, scende nel giardino e comincia a giocare a bin laden con i ragazzini del palazzo di fronte. Ed io mi preparo per iniziare di fatto la serata. In un paese del leccese. In un posto ospitante duemila persone, con open bar e musica tunz tunz per tutti i gusti e tutti i rimorchi.

Mi preparo da combattimento, non indosso nulla di rosso se non il mio sangue. Mi trucco, mi baldracco e suonano i miei amici. Sono arrivati.

Scendo, tacco fiammante, i gradini luccicanti. Calco il marciapiede come una donna di professione, uno due tre passi. L'ultimo incerto. Forse il suolo scivoloso. Apro la portiera dell'auto, si intravede la calza nera da sotto il cappotto, una scia di profumo mi segue.

"Ma che è sta puzza?"

Che è sta puzza? Come descrivere un olezzo nauseabondo, una puzza infernale, una eau de toilette meglio detta acqua di cesso, insomma ce l'avete presente la cacca di cane? Ecco quella. Spalmata sulla mia scarpa destra a fregiarne la suola, marrone, diarroica. Uno schifo.

Dicono porti fortuna. Io dico che ha ragione il titolo di questo post.

P.s. Tutto sullo spasimante segreto di Gommy nel prossimo numero di questo prezioso blog.

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venerdì, 26 ottobre 2007
Scritto da gommosa alle 11:43

Gommy non è defunta.

Gommy sta passando davvero un bel periodo. Tra studio (poco), impegni universitari (alcuni), uscite (abbastanza), festini (a iosa), non trovava il tempo di riprendersi mentalmente e scrivere qualcosa che fosse di senso compiuto su questa pagina bianca.

La festa di compleanno di G., amico di Lella, coinquilina dirimpettaia di Gommy, è venuta benissimo.
Una tavolata lunga per tutto il corridoio. Dovevano essere 25 persone, ma eravano circa il doppio, perchè ognuno è venuto accompagnato da uno o una mai visto o vista. Le sedie in casa, come noto, sono solo quattro, per cui ognuno ha portato una sedia per se. Gommy, Scuttle, Lella e Alina (la nuova coinquilina) sedevano sulle sedie girevoli da ufficio. Gommy mentre Scuttle assaggiava le crepes ricotta e spinaci, metteva un piede sulle rotelle sella sedia di Scuttle e la faceva viaggiare fino al muro vicino.

Fra parecchi brindisi di romanella, la serata è proseguita con un assurdo gioco della bottiglia, trasformato in gioco del bicchiere non si sa bene perchè, in cui il festeggiato era condannato a baciare (con la lingua) ogni invitato. Maschio o femmina che fosse. Gommy si è assentata un attimo durante quel gioco.

Sul regalo Gommy volentieri bypasserebbe. Ma comunque vi dice che c'entravano due mele ed una banana. Attaccate fra loro con degli stecchini a mo di composizione postmoderna.

A fine serata, rimasti in pochi, festeggiato e sorella, e i due coinquilini del festeggiato L. e P., e ovviamente le quattro dell'AveMaria ci sono stati abbracci a suon di amaro dell'erbe di calabria, furto di birra, sonnolenza sul letto di Lella, e proposte fatte alla gommy di testare le doghe del suo letto.

Ci son voluti quattro giorni per riprendersi. Ma la notte stessa  la Gommy e le coinquiline hanno pulito i muri dai segni lasciati dalle sedie, e una lunga scia di vino sulle scale del condominio. Nonostante questo, 8 bottiglie di romanella, ovviamente vuote, giacciono ancora nell'ingresso a sempiterna memoria.

Come prova dei bagordi cicoriani, nei corridoi in facoltà gira voce di uno strano video. Un video in cui una ragazza, dall'aspetto gommoso, affetta un salame "galbanetto" arrivato in casa non si sa come e non si sa da chi, con una velocità incredibile e un sottofondo di battutine e risatine da fare invidia alla peggior pizzicarola de Roma.

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venerdì, 31 agosto 2007
Scritto da gommosa alle 10:14

La nonna di Gommy è ancora in ospedale.

Da qualche giorno ha accusato dei malesseri un pò più forti. E tutta la famiglia. Gommy compresa, si divide le ore della giornata per stare con la cara nonnina.

Questa notte toccava alla mamma di Gommy.

Gommy e la mamma di Gommy si scambiano spesso sms.
Mamma di Gommy è perentoria ed organizzata anche in 160 caratteri.

- E' capace a distanza di rispondere all'ansiosa domanda del papà di Gommy:" Cosa mi devo mettere? ".

- Scrive la ricetta dello scongelamento dei surgelati per pranzo.

- Domanda e ottiene precise indicazioni su dove si trovi ogni componente della famiglia.

- Fornisce informazioni sullo stato di salute della nonna.

E proprio ieri sera. Mentre i fumi di Morfeo annebbiavano la vista, e anche la capacità cognitiva di Gommy, che la vostra eroina manda un messaggio alla cara mamma. Testuale: " Come sta nonna?".

La risposta tarda ad arrivare.

Probabilmente ci saranno voluti quei quattro secondi e nove in più rispetto all'invio, che gommy si addormenta in posizione supina.

Svegliata dal suono di un bip bip, fastidioso come un gatto appeso ai maroni, leggo il contenuto della bustina lampeggiante.

"Nonna? E' morta. Quattro anni fa."

Gommy deve stare più attenta a chi invia i messaggi.
Gommy adesso lo sa.

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sabato, 18 agosto 2007
Scritto da gommosa alle 21:34

Noi si va di rado al ristorante. Giusto per qualche occasione. O se ci si trova fuori paese.

Oggi ci trovavamo a Bari.

Ad ora di pranzo ci siamo recati al punto di ristorazione. Una folla incredibile. Gente che usciva con piattoni di lasagne e scatoline di formaggio già grattuggiato da metterci sopra. Robe che mi fanno una tristezza incredibile. Mio padre invece oggi aveva voglia di mare. Di mare nel piatto intendo. Perchè le onde già le avevamo ammirate e commentate da dietro i finestrini della nostra auto.

Arriva il cameriere. Ognuno ordina con disinvoltura. Una bella insalata per me che sono a dieta, ordina mia madre. Lei prenderà altrettanto per farmi compagnia. Mio padre invece non apre nemmeno il menù e deciso verso il povero giovanotto fa:

"Ma che la fate voi le linguine con le mongole?"

I baresi non capiscono l'umorismo di mio padre. E non sono gli unici.

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mercoledì, 08 agosto 2007
Scritto da gommosa alle 13:54

L'estate è deleteria.

Non solo perchè in pratica la passo come se mi avessero messa in un forno ad ottomila gradi e finchè non mi passa il rossore emano calore ed energia adatta a illuminare un intero palazzo (1blogg non mi chiedere quanta potenza, non fare il pignolo come al solito).

L'estate è deleteria oltre che nel corpo anche nello spirito. Comunemente chiamato alcool.

Io non lo so perchè l'estate mi acchiappa la voglia di assaggiare tutti i cocktails dei miei amici. E in più bere il mio. Che se già sono astemia. Se poi mi metto a bere per di più a stomaco vuoto.

insomma che ve lo dico a fare: ieri sera sono diventata improvvisamente più brillante.

Brillante si. Brilla. Solo che ormai ho imparato a tenere la situazione sotto controllo.
Ho brillantemente (ancora una volta si) intrattenuto una curiosa conversazione su studio o lavoro, quale scelta migliore per noi giovani del 2007?
Ho scientemente riportato l'ordine quando la signora da dietro la finestra davanti alla quale noi stazionavamo e parlavamo di tutto lo scibile umano, ha cominciato a urlare frasi inudibili et intraducibili esponendoci al pubblico ludibrio.
Ho decretato la fine delle torture a cui mi si stava sottoponendo a forza di cascare sempre nello stesso tranello con i conseguenti sette pugni e mezzo ricevuti per penitenza.
Ho anche proposto un cornetto caldo che a quel punto della serata prendere un altro cocktail sarebbe stato tragico.
Ho concluso la serata riuscendo a entrare in casa e a non fare rumore. Almeno secondo me.

Poi stamattina mia madre mi ha informato che la prossima volta che rientro in casa cantando "Georgie che si risveglia che è scema e cretina " mi caccia da casa.

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venerdì, 29 giugno 2007
Scritto da gommosa alle 20:52

Correva l'anno 2007. Ovvero quest'anno. In una data imprecisata, pressocchè al primo albeggiare delle belle giornate. La gommy si avviava con sospetta allegria ad iniziare una giornata di lezioni pesanti et pallose all'università.

Il buongiorno di vede dal mattino. E poi si sa il mattino ha l'oro in bocca. Anche se io sto ancora a cercarlo quest'oro che devo fare la catenazza truzza, che poi per dispetto la devo regalare a mio padre. Insomma dicevo la gommy, spinta da una bella giornata, col clima mite, pensò di indossare la sua prima scarpettina senza calze.

Di quelle scarpettine che ti devono stare al piede come un guanto. Sennò cammini come una papera su un letto di uova. Ma io che ho il piede piccolo e pure sottile non avevo previsto la possibile possibilità che il piede nel corso dell'inverno mi si fosse rimpicciolito. Cosa che avviso tutti è nota come sindrome da rifugio in se stessi dei ditini piccini picciò.

Dopo una interminabile attesa ed un improbabile colloquio con un sudamericano che cercava rifiugio politico proprio a casa mia, arriva un autobus. Ma non il mio. E allora e dalli che riaspetti altri venti minuti, e dalli che il sudamericano a sto punto era pronto per una proposta di matrimonio, così c'aveva il permesso di soggiorno. Mica perchè gli piacevo. 

Arriva finalmente il catorcio che mi avrebbe salvato dall'omaccione con i malsani intenti. L'autista apre le porte per farmi salire. Io salgo. Si richiudono le porte. 

La sensazione che ho avuto subito dopo la chiusura delle porte è stata di freddo, sporco, ma anche un pò di solitudine. Quelle sensazioni che ti lasciano il vuoto dentro. Che non sai perchè ti succedono. E stai lì a pensarci. Immobile. Davanti all'autista.

Mentre facevo queste elucubrazioni, e mi interrogavo sui perchè del mondo, come ad esempio

Perchè se Dio c'e' non mi ha reso più bella e magra?

Perchè se Dio c'e' non esiste il teletrasporto?

Perchè Valeria Marini c'ha i soldi e io no?

E via così. Per farvela breve. Mentre io sospiravo dinnanzi a  cotanta manchevolezza del mondo odierno, mi accorgo di essere salita sull'autobus, ma di aver lasciato a terra un pezzo di me. Della mia parte più intima.
Si una scarpa.

Avevo perso una scarpa. Ma come si fa. Cioè uno sale sull'autobus e perde una scarpa. Dico io è normale? 

Fatto stà, che l'autobus era ripartito. E nel panico, ma anche con la grazia e lo stile che mi contraddistingue sempre ho declamato:

"Ma porca di quella grandissima BIP, eccheccaBIP, mi capitano tutte a me, vaffanBIP.
 
Fermi tutti. Ho perso una scarpa. Autista si fermi"

L'autista mi ha guardato incredulo. Un pò scioccato per la tiritera di santi che avrò buttato giù, un pò per la mia idiozia. Comunque ha avuto pietà di me e si è fermato. 

Ora l'idea era scendere e zompettare su un piede solo e arrivare fino alla fermata. Probabilmente sarei stata lo zimbello di tutti. Ma che potevo fare? 
Fortuna volle che il sudamericano di prima, mosso a compassione aveva inseguito l'autobus con la mia scarpina in mano. E poi si sa i sudamericani corrono come delle schegge. Insomma arriva mi da la scarpina mentre io sono ancora sull'autobus. Ma gente comincia a spazientirsi. L'autista mi minaccia di farmi pagare gli straordinari. Saluto velocemente il sudamericano. Gli dico che lo sposerò per ringraziarlo. Si chiudono le porte. Riparte l'autobus.

Infilo la scarpina. Mi giro verso l'autista, che mentre guida mi guarda impietoso e dice:

"Aho a cenerentola, essì che l'autobusse è aranscione. Ma te pare che lo poi scambià pe na zucca? "  

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lunedì, 25 giugno 2007
Scritto da gommosa alle 20:01

Quando in tv  parlano di non far uscire i vecchi da casa se c'e' troppo caldo come in questi giorni, e fuori ci sono almeno 45 gradi centigradi all'ombra, dite al giornalista di inserire anche me nella categoria.

Si che il nomignolo affibiatomi da tempo immemore dagli amici è nonna, però non pensavo fino a questo punto. Comunque fatto sta che ho messo il naso fuori dalla porta. Per fare che? Va bene confesso: mi sono scrofanata quei dieci chiletti di anguria praticamente il giorno stesso che l'ho comprata. Sono andata dal fruttivendolo.

Ho fatto una doccia preventiva, per calmare i bollenti spiriti. No non è vero, dovevo semplicemente lavarmi.

Mi sono guardata e schifata contemporaneamente per il mio aspetto fisico e per il mio biancume cutaneo.

Fresca di doccia, ho tentato di infilare i jeans. Non ci sono riuscita. Non salivano oltre venticentimetri sul ginocchio. Mi sono allarmata: vuoi vedere che l'anguria mi si è fermata tutta sui fianchi?

Poi per non deprimermi ho dato la colpa al caldo, che si sa non fa scivolare bene i tessuti sulla pelle, colpa del sudore, cattivo il caldo, ti dò le botte, e cose così.

Ho infilato una gonna, legato i capelli e sono uscita. Trotterellavo nelle mie scarpette che sono sempre troppo grandi per il mio piede minuscolo, e incontro l'egiziano poco prima di arrivare al suo banchetto. Gli comunico che avevo fagocitato tutta l'anguria, semini compresi, e lui gaudente me ne va a scegliere un'altra.

Stavolta però si offre si portarmela a casa il fratello più piccolo. Chissàcom'è ho rifiutato l'offerta e goffamente ho preso l'anguria e l'ho sollevata con un solo braccio. Svoltato l'angolo l'ho posata a terra e ho fatto una trentina di secondi di pausa, che a fare la spavalda non ce la facevo più. 

Torno a casa sconsolata, portando l'anguria in braccio come se fosse un bebè. Tant'è che quello del primo piano mi ha chiesto se gli avessi dato un nome al piccolo striato di verde.

Vista la mia proverbiale fortuna, l'ascensore era in manutenzione proprio oggi che io mi portavo da sola una quindicina di chili di anguria. Salgo le scale in una pozza di sudore e incontro Bellimbusto, quello del piano di sopra. Sarà che c'ho l'ormone facile, sarà che il tizio si è scolpito nell'arco di qualche mese un pettorale non indifferente, sarà quel che sarà, mi sono innamorata pure di lui.

Mi ha salutato con fare gentile, ma ha proseguito per la sua strada senza degnarmi di uno sguardo.

Le ipotesi per cui Bellimbusto non mi si fila di pezza sono le seguenti:

a) Ha scambiato l'anguria per un bimbo vero ed è scappato all'idea di un rapporto serio con pargolo extraconiugale.

b) Avrà sentito l'odore dell'ascella pezzata (che poi detto tra noi sudavo in ogni dove) ed è scappato all'idea di un rapporto di cui si sentiva la "puzza" di bruciato ancor prima che nascesse.

c)Il palestramento è solo finto, in realtà i pettorali dirompenti sono solo i cosiddetti muscoli di cartone e non se la sentiva di fare brutta figura.

d) Ho davvero un culo troppo grosso.

Come dice una mia amica ai poster l'ardua sentenza.

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giovedì, 07 giugno 2007
Scritto da gommosa alle 13:51

Intendiamoci non che io sia contro il matrimonio. Essì che sono dolce come una torta al limone, essì che sono un'inguaribile egocentrica, essì che non ci penso minimamente a dare tutto di me a un qualsiasi stronzo di genere maschile che mi passi d'innanzi. Però il matrimonio ha una base di smielatezza, talmente eccessiva che ci casco anch'io e puntualmente mi emoziono.

L'ultimo matrimonio a cui ho partecipato è stato qualche anno fa. A distanza di qualche tempo si son sposati pure due altri amici. Fidanzati da 9 anni. Una tortura che si prolungava da troppo tempo. E così come nella migliore delle favole ieri hanno detto si. Si, ad un patrimonio da delapidare in abiti e cene e fiori; si, a dividere ogni attimo della propria vita; si, a essere carini e gentili i primi anni di condivisione e poi pronti a spararsi rutti e scoregge come se niente fosse.( e non fate gli schizzinosi che tanto lo so che in tutte le famiglie succede).

Insomma tutto sommato il matrimonio non è poi così orrendo come volevo farvi credere, attenzione non che sia bello che il partner ti emetta a meno di due centimetri dal viso una gustosa flautolenza, ma è tutto talmente romantico che ci si può chiudere un occhio. E pure il naso.

Tutto questo se al matrimonio della vostra vita non sia presente mio padre. E siccome io al mio non potrò evitare che lui ci sia, allora eviterò direttamente l'evento.

Mi spiego. Mio padre è notoriamente orbo. E nonostante ciò non porta gli occhiali. Da più di 50anni ormai.

La sua è una vista strana. Dico sempre io che vede ciò che vuole vedere. In altre parole, se incontra una persona face to face difficilmente la saluterà, perchè dice lui, non ci vede. Poi putacaso incontra la stessa persona (figlia compresa) da dietro, ti chiama e si sbraccia come un bimbo che ha visto le giostre la prima volta. La cosa non si spiega se non con il suo amore per il culi. Ma di questo ve ne parlerò un'altra volta.

Dicevovi che ai matrimoni è ingestibile. Inizia con il chiamare i camerieri e soprattutto le cameriere con la forma del loro di dietro. Vi fo un esempio:

"Scusi signorina Mandolino...che mi porterebbe un'altra posata?"

"Scusi FormadiPero che me la farebbe una cortesia?"

Perchè dice lui così fa prima che dire semplicemente signorina/signore. Poi prosegue con la lettura del menù. E qui viene il bello. Perchè i menù moderni sono tutti fighissimi e con le scritture talmente piccole che ci vorrebbe una lente d'ingrandimento per scovare tra i fregi delle parole sensate.

Così il papi, chiama l'aiuto dal pubblico e inforca su quel delizioso naso gli occhialetti da lettura di mia madre. Già così è uno spettacolo che vi risparmio. Se poi si risparmiasse lui stavolta, di leggere a voce alta quello che crede di aver capito, farebbe cosa buona e giusta.

E ieri al matrimonio di quegli amici l'ha rifatto. Essì che io l'avevo avvisati di non invitare anche i miei. Comunque prende il menù dal centro del suo piatto e si dà alla lettura.

" Dunque ci sono due primi"

"Si si lo leggiamo non occorre che lo faccia tu per noi papà"

"Allora iniziamo con: SMERDOLINI in crema d'asparagi....ma ma che roba è!!"

"Papàààà...c'e' scritto SMERALDINI non SMERDOLINI...ti prego non cominciare eh!"

"AHAHAHAH ma pensa...ed io che credevo che...vabbè meglio così....poi abbiamo TROIETTE ai frutti di mare"

"Papàààààà ma allora lo fai apposta...sono trofiette...trofiette..."

"Ah ah si si...aho e io che ne sapevo così leggo....che poi lo sai che Francesco (lo sposo) è un pò perverso e pensavo che..."

"Zitto non pensare...non parlare...e soprattutto non leggere..."

"Si vabbè mo vedi...ehhhhh senta scusi CulSchiacciato che mi porterebbe due troiette ai frutti di mare invece che l'altro primo? No sa com'è gli smerdolini li farò a fine cena..magari a casa mia..."

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Ehm...vale alla Ricerca di Nemo? No se non altro perchè mi ci son volute 5 volte prima che lo riuscissi a vedere tutto...Appena Nemo toccava il motoschifo ridevo di gusto e poi il sonno mi rapiva...
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