Pagare 156 euro di condominio, per un palazzo di due piani senza ascensore per di più sperso a Cicoria, non è un tantinino esagerato?
Chiedo l'aiuto dal pubblico.
Pagare 156 euro di condominio, per un palazzo di due piani senza ascensore per di più sperso a Cicoria, non è un tantinino esagerato?
Chiedo l'aiuto dal pubblico.
Gommy in treno è spesso insofferente.
Gommy il treno l'ha preso ieri per tornare in terronia. Gommy si spara 6 ore seduta a stretto contatto con tre sconosciuti con cui condivide oltre alla provenienza sudista anche lo spazio vitale.
Gommy ha conosciuto vari esemplari di umanità. La vecchietta rompicoglioni. Il vecchietto scaccolatore. Una intera famiglia di obesi molestatori. Cani. Gatti. Un pappagallo. Una mole incalcolabile di bambini urlanti, recalcitranti, decisamente spaccamaroni. Parecchi militari. Uno le ha anche offerto di uscire qualche sera e Gommy ha risposto:" Si perchè no. Ci becchiamo a Roma eh?" ed è scesa in fretta e furia senza lasciare recapiti. E soprattutto dando un valido punto di riferimento per il futuro incontro: Roma.
Per evitare spiacevoli conversazioni Gommy attende che tutti i posti accanto a lei siano occupati.
Osserva gli occupanti.
Se li trova degni rimane sveglia per tutte e 6 le ore.
Ma novantanove volte su cento Gommy decide di addormentarsi e perdere conoscenza del mondo circostante.
Ieri Gommy ha dormito per tutte e 6 le ore.
Accanto a lei c'erano una mater ed un pater familias. Del sud più profondo. Lasciavano a Roma il figlioletto universitario. Quanto è bravo il figlioletto, Gommy l'avrà sentito ripetere ogni dieci minuti per 6 ore. Pater et Mater si esprimevano in esperanto. L'italiano un opcionals.
Gommy dormiva. Poi si è svegliata a seguito di una imprecazione in dialetto stretto. E' rimasta con gli occhi socchiusi per tentare di riprendere morfeo per le orecchie e ha purtroppo ascoltato le conversazioni della coppia.
Poi ha anche ascoltato i commenti sulla Gommy.
Il primo è stato all'incirca questo:" Ma sta cazzu te vagnona, sempre torme?". Che in italiano risuona più o meno come: ma questa gentile donzella che condivide con noi questo amabile viaggio che ci riporta in terra natia, guardala lì come è tenera e come dorme beata per tutto il viaggio, ma come farà mai?.
Il secondo è stato un giudizio estetico:" Ma iu nci la tava a Luigi mia, me pare na bella vagnona. Puru ca fossi edda mi lu rifacia lu nasu". Che tradotto sarebbe: guarda la fanciullina, sembra talmente una bella e brava ragazza che gliela darei in sposa al mio adorato figlio Luigi. Lui che è bello e bravo, si è pure laureato col minimo dei voti. Anzi no, questa pulzella non è degna di lui, guarda che naso, fossi in lei andrei da un chirurgo plastico e me farei all'insù. No all'ingiù. Di lato. Dall'altro. Insomma diverso".
Gommy ha continuato a tenere gli occhi chiusi.
Ma quando li ha riaperti per scendere dal treno Gommy avrebbe tanto voluto dire ai signori che:
1) Gommy dorme per chiudere gli occhi sulle brutture del mondo come voi.
2) Gommy da piccola aveva un naso piccolo. Poi il naso è cresciuto e lei è rimasta piccola. Gommy non andrà mai dal chirurgo plastico per rifarsi il naso. Perchè se ci va per il naso andrebbe a finire sotto i ferri per rifarsi le tette, il culo, la panza, le cosce, i polpacci, i piedi, le ginocchia, i lobi delle orecchie, il gomito del tennista e il tallone d'achille.
3)Gommy ci tiene a dire che non vi disprezza solo perchè sa che al mondo esistono i casi umani. E al catechismo le hanno insegnato che sui casi umani non si infierisce. Al limite si fa una preghierina a quello lassù e gli si dice di appicare fuoco alla loro casa mentre cenano e sono tutti felici per l'arrivo del figlioletto universitario dalla capitale.
Stanotte la Gommy ha dormito due ore.
Dalle cinque alle sette del mattino. Causa insonnia mista a nervosismo galoppante mista a periodo pre-mestruale mista ad esaurimento universitario mista ad ansia da prestazione mista. L'ansia. Mista.
Avrebbe potuto, una volta abbracciato Morfeo all'alba dormire almeno tutta la mattina, fregandosene altamente degli studi.
Ma alle nove del mattino era previsto il tanto atteso arrivo delle scrivanie, e delle mensole.
Emozionata e a dir poco sbalordita la Gommy fantasticava su come sarebbe stato bello avere le mensole e non poterci poggiare i libri perchè cadrebbero miseramente. E su come sarebbe stato fantastico posare sul tavolo la televisione che con i mattoni del pavimento poco si abbina.
La Gommy è rimasta fino alle cinque sveglia a pensare a come sistemare delle due mensole. Ottanta centimetri di spazio in aria da sfruttare posizionando foto, pupazzi e schifezzine varie di cui la Gommy ama circondarsi. Le avrebbe probabilmente sistemate sopra quel divanoletto verde. Che poi non è un divanoletto. E' un letto, che la Gommy con istinto creativo e con numero tre cuscini ha adattato a divano. Due mensole, agognate, desiderate, osannate e maledette, da mettere una sopra l'altra. No forse meglio creare un mensolone unico. No meglio sfalsate. Quella più a destra in basso. Quella più a sinistra in alto. No al contrario così uno quando entra in stanza fa subito amicizia con Porkus, Froggy, Pimpi e Minnie. E se le mettessi sul letto invece? Magari vicino all'armadio. Ma no. Non le metto proprio. Ok, dai. Sulla parete a sinistra. Meglio a destra. Le metto sul soffito e faccio arredamento futuristico. Ok faccio decidere al tizio che le monterà.
Due ore di sonno. Due ore di immagini catartiche. Di visioni mistiche di mensole e televisioni non più sul pavimento.
Due ore di sonno per poi svegliarsi prestissimo e lavarsi e dare una pulita alla camera. Per accogliere le mensole. Come si accoglie un bambino.
Due ore di sonno per sentirsi dire che quelli di MondoSconvenienza non passeranno più stamattina.
Forse domani. Forse mai.
Due ore di sonno e altre due di bestemmie.
La verità è che uno la deve smettere di andare in giro per i blog degli altri.
Si certo, farsi i fattacci altrui è sempre molto edificante, nonchè curativo.
Ma poi ti capita questo.
E poi uno decide su suggerimento di quello, di provare questo.
E se poco prima eri felice e speranzosa in un futuro radioso. Leggi questo:
La Palla Magica,palla 8
troverò qualcuno che mi ama perdutamente? e insieme vivremo una
vita felice, con cinquemila bambini, tanti soldi e pochi amici (che se
no si fottono i soldi?)
Assolutamente no
E pensi:
la prossima volta vado a raccogliere cicorielle selvatiche.
Ho sempre avuto amicizie più maschili che femminili.
Amiche se ne contano davvero poche.Quelle sincere. Tutti gli altri affetti per lo più verso l'altro sesso. Il che non comporta assolutamente attrazione o amore, comporta lo stare bene in compagnia, ridere e scherzare senza troppi problemi, parlare di tutto che non sia necessariamente l'ultima collezione di Armani o quel delizioso paio di scarpe in quel negozietto carino carino del centro.
Avere a che fare con i ragazzi però non è affatto semplice.
La mente maschile ha uno strano modo di comportarsi. Hanno una sensibilità tutta loro, che novantanove volte su cento non coincide con la soglia di sopportazione femminile ma la oltrepassa miseramente di tre misure.
Ma non è poi così tragica. Gli uomini si sforzano di venirci incontro care mie. Di non ferire la nostra sensibilità. E partono con quella serie di complimenti che non complimentano proprio nulla.
L'altra sera i miei si preparavano per uscire con gli amici. Mio padre ci avrà impiegato esattamente tre secondi e nove (record mondiale, ndg), mia madre un'oretta in più. Lei, come tutte noi, ha il brutto vizio di cambiarsi ottocentosettantadue volte prima di uscire e una volta scelto il capo stare davanti allo specchio altri interminabili minuti ad ispezionarsi minuziosamente tutte le pieghe della gonna a pieghe, e tutte le paillettes della maglietta con le paillettes. Così papà, in preda ad una crisi, ma convintissimo di fare un complimento alla moglie, nonchè mia madre, le fa: " Dai non stare a guardarti oltre. Sei bellissima così ".
Ho visto il volto di mamma illuminarsi di immenso.
Poi ha continuato :" Non ce la faccio più ad aspettare. Meglio di così non puoi fare dai ".
Ed è lì che è scattata la tragedia. Un uomo è convinto di fare un complimento. La donna prende lo stesso come un insulto alla propria dignità e sarà offesa per quel giorno e molti altri ancora.
La stessa cosa capita a me. Una volta il mio amico Franzness assolutamente convinto e irremovobile osò dire:" A me il sorrido di Gommy piace moltissimo. E' così...così...giallo".
Obbè, che un sorriso giallo possa essere bello non si è mai sentito. E poi io non ho il sorriso giallo. Diamine mi ha fatto passare per il mostro del tartaro, l'incosciente donna denti-gialli. Scoprì in seguito, molti musi dopo che intendeva dire che avessi un sorriso solare. Non gli ha creduto nessuno. Ma me ne sono fatta una ragione.
Il clou però l'ho raggiunto ieri sera. Me ne stavo tranquilla al bar del paese con i miei amici, quando mi squilla il cellulare. Un mms. Il mio ex FamosoDj. Lui. Quello storico. Quello che ci siamo lasciati ma non ci siamo lasciati. Quello che ti voglio io, non mi vuole lui. Mi vuole lui e non lo rivoglio io.
Clicco sulla bustina lampeggiante curiosa come una scimmia. E ci trovo una deliziosa foto di un cagnolino. Bianco latte. Tenerissimo. Non riesco a riconoscere la razza. Se ne sta lì con gli occhietti bassi e con una lunga lingua rosa fuori.
Vado a leggere il testo che segue la foto.
" Ho trovato questa cagnetta stamattina..."
Molto carino penso io. Continua..
"L'ho chiamata come te."
No dico. L'hai chiamata come me? Cioè aspetta, fammi capire. Tu, hai chiamato un cane, per quanto bello possa essere, col mio stupendo, fantastico, incredibile e soprattutto MIO nome?
Ora, il primo che mi dice che è una cosa carina, lo sparo in bocca.
In teoria sarei in vacanza.
In pratica ieri mattina il risveglio nella casa natìa è stato più turbolento di quello che mi aspettassi.
Essì che fa differenza vivere in una casa per studenti, invece che in una abitata da 5 persone. Però sarebbe bello svegliarsi col profumo del caffè. Magari pure un bel cornetto nutelloso, che tanto so ingrassata, che cacchio me ne frega un cornetto in più o uno in meno non farà la differenza sui cuscinetti. E nemmeno sui materassi.
Ieri mattina però , precisamente alle 6, quello che ho sentito era ben diverso da uno sfrucugliare di pasta sfoglia, o un nutellare di nutella. No erano molto simili a delle urla. Grida di panico. E poi scene di donne e uomini (mia madre e mio padre) correnti verso punti lontani della casa.
Assonata e senza occhiali. Non c'ho capito un cazzo.
Non vi dico poi quanto ci ho messo a capire le parole biascicate da mia nonna al momento senza dentiera. Persino i miagolii di Spillo mi sembravano più comprensibili.
Presa dall'entusiasmo mi sono messa a correre pure io verso quel punto della casa che attirava tutti gli abitanti della casina.
Il posto era la cucina della nonna.
Una cucina da nonne. Sui toni del bianco. Da quando me la ricordo io sempre in perfetto ordine. Mai una virgola fuori posto. Ieri era uno sfavillio di pentolame fuori da ogni stipetto e bicchierame dell'800 sparso. Tutto costellato da rivoli di acqua. In alcuni punti c'era pure un delizioso laghetto con tante paperelle. Sotto al lavandino un geyser.
Alla vista un pò sfuocata, causa mancanza degli occhiali, mi è sembrato un paradiso.
Mio dio, i miei genitori mi avevano organizzato un piscina party proprio in casa. Tutto per me.
Sono tornata in camera per prendere il costume. Poi ho preso anche gli occhiali. Ho gridato un: "Aspettatemi gente! Arrivo."
Quando sono tornata di là però, gli occhiali viola hanno ridato luce nuova alla casina. Era tutto ugualmente bello. Salvo la cucina della nonna.
Mentre io tentavo ancora di rendermi conto di chi fossi e da dove venissi, nell'ordine mia madre e mia nonna mi hanno rifornito di straccio e secchio.
"Dai dai asciuga dove è bagnato. Rimettiamo tutto in ordine. Sbrigati"
Ma come. Avete giocato. Vi siete divertiti. E adesso a me tocca raccogliere l'acqua?
No non ci sto. Prima fatemi fare cik ciak nell'acqua della piscina in cucina pure a me.
Sveglia alle 5.
La gommy e la mamma di gommy in piedi ad impacchettare libri, quaderni, mutande, foto e pure la polvere accumulata in quest'anno di permanenza alla periferia di Roma.
Per settembre è previsto nuovo alloggio. Ancora più in periferia, perchè la mia università è ggiovane, ed ora ha anche imparato a camminare, e si sposta. O meglio si trasferisce.
A parte le bestemmie in allegria che ho tirato in questi giorni. Stamattina si è arrivati al clou.
Verso le 10 del mattino decido di recarmi in agenzia viaggi per comprare il biglietto che avrebbe riportato mamma e figlia al paesello. Dopo un tripudio di lenzuola lavate e stirate così le lasciamo pulite per settembre. Dopo un mangiati tutte le venticinque pesche rimaste che non si butta via niente. Dopo un: e mo di questi 30 kili di anguria che ne facciamo? Che ne dici ci entrà in valigia? E' peccato non si butta via niente. Che i bambini muoiono di fame. Ma noi no.
Insomma dopo aver rivoltato l'appartamento sottosopra, frigo compreso la signorina con le tette di fuori dell'agenzia mi dice:
"Oh non c'e' un posto. Neanche in prima classe. Solo per domani pomeriggio."
"Do-do-do-do-ma-ni pomeriggiooo?"
"Essì. Dai ne approfitti e ti fai una vacanza"
Una vacanza? No dico. Una vacanza?
E dove cazzo dormo che ho impacchettato pure le mutande e non ho la minima idea di dove siano?
No. Scordatevelo. No.
Io quelle di mia madre, benchè pulite, non le metterò mai.
No.
Io adoro i bambini.
No dico davvero mi piacciono un sacco, me li pucciomangerei tutti di coccole. Mi faccio amabilmente tirare i capelli da quelli piccoli e insultare dai più grandicelli. I nostri sono giochi sinceri di chi ha voglia di divertirsi in modo spensierato.
Una volta ho trovato due pischelletti che giocavano sul mio pianerettolo. Facevano qualcosa tipo il gioco della lotta, cosa da maschi per intenderci. Li trovaii con i visini pieni di paura di un mio imminente rimprovero, a mo di sandwich mentre se le davano di santa ragione. Tanto che poi non so come, si finì che loro le davano di santa ragione a me.
A parte lividi, escoriazioni e contusioni varie, giocare con i bimbi è davvero divertente.
Certo quando lo si può fare. Ovvio che nella vita di una povera studentella come me, si alternino giorni di cazzeggio libero e spontaneo a giorni in cui culo e sedia si fondono in preparazione di qualche esame.
La cosa diviene ben più pesante quando arriva la bella stagione. Fa caldo (o quasi). Le scuole chiudono. Bambini starnazzanti giocano sotto al portico. Si urlano si chiamano. Magari ti chiamano anche:
"Bimbaaaaaaaaaaaaaaaaa vieni a giocare con noi????? Facciamo le torte di fango e le vendiamo!!!"
E tu, buon studente, sai che non puoi andare a giocare. Sai che ti aspettano onde elettromagnetiche in tutte le salse. E rosichi. Si rosichi. Perchè loro giocano, ridono e scherzano e tu non puoi.
E poi fanno un casino della madonna.
Ti sale la rabbia. Vorresti ucciderli tutti ad uno ad uno. Ti prende l'impeto di sterminare tutta la famiglia di antenati e successori. Ma poi, quando tutto sembra finito, ecco che...
PIOVE DI SANTA RAGIONE.
Si piove. Diluvia. Tuoni. Lampi. Magari pure grandina. Tutti in casa bambini su! Le mamme raccattano i figlioletti pucciati sotto l'acqua scrosciante.
Eh Dio c'e'. Io ne ho le prove.
Metti che una sera decidi di fare tardi. Metti che la tua coinquilina ti ha avvisato che sarebbero rimaste a dormire due sue amiche. Metti che hai voglia di dormire fino a quando ti va, fino a quando i bambini giocano sotto al balcone svegliandoti. Metti che le due amiche della tua coinquilina diventano 4. Metti che tu hai sempre voglia di dormire fino a tardi. Metti che loro invece si alzano alle 7 per andare al centro. Metti che la tua camera si trovi accanto all'unico bagno della casa. Metti che cinque idiote non si rendono conto che parlare fra di loro e sbattere le porte provochi non certo silenzio. Metti che ti svegliano. Metti che hai solo 3 ore e mezza di sonno. E metti pure che ti incazzi.
Aggiungi che domani dovranno svegliarsi alle 5. Per andare alla messa del Papa.
Chi può biasimarmi se stamattina spolvero la mia 44 Magnum?Chi?